“SERPENTHA”

“SERPENTHA”  TEATRO-DANZA
Aram Ghasemy e Marialuisa Sales

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La performance di Teatro-Danza “Serpentha” nasce nell’estate del 2012 dall’incontro di della regista iraniana Aram Ghasemy e della danzatrice di Danza Classica dell’India Marialuisa Sales. Il confronto dei contenuti sapienziali delle due grandissime culture le conduce ad individuare una linea comune che si snoda (“Serpentha”) tra le modalità di “ascesi” del sufismo iraniano e la metafisica delle otto Nāyikās (eroine) dei brani pantomimici delle danze classiche dell’India, ove il rapporto tra l’anima e il divino viene rappresentato da otto stati d’amore terreno. “Serpentha”, presentato in anteprima nell’ambito del progetto “Cerchio Sacro” presso la Biblioteca Indologica Bhaktivedanta di Roma, è stato poi selezionato dal Museo Nazionale preistorico ed Etnografico “Luigi Pigorini” di Roma nell’ambito del concorso Idee Migranti, in concomitanza con la mostra Soggetti Migranti.  Progetto in collaborazione con Vidya Arti e Culture dell’Asia.
Sette storie di donne ispirate alla letteratura classica e popolare dell’Iran e dell’India. I Sette Mondi dell’Amore secondo il sufismo vengono attraversati dall’Esploratrice, dall’Avida, dalla Prigioniera, dalla Conforme, dalla Sicura, dalla Superiore e dalla Soddisfatta, senza nessun conflitto tra Spirito e Materia. Il linguaggio del cantastorie iraniano (Naghal) e le eroine (Nāyikās) del teatro-danza classico indiano sono decontestualizzati ed utilizzati come un linguaggio universale, ove l’Antico si rivela essere il sempre-moderno, nelle domande e risposte che maschile e femminile si porranno in eterno.SCENA 1.  L’ESPLORATRICE (TALKHUN)
La storia di Talkhun, ispirata ad un racconto popolare dell’Azerbajan, è dello scrittore iraniano Samad Behrangi (1939-1967). La protagonista, alla ricerca di un Cuore, è il simbolo della purezza dell’Amore disinteressato, contrariamente alle sue sorelle, mosse solo da desideri materiali.
SCENA 2.  L’AVIDA
Un brano pantomimico di danza classica indiana Bharatanatyam sviluppa il tema delle promesse mancate dell’Amato. La Nāyikās rappresentata viene denominata Khandita, colei che è in lite con l’Amato. Ella ricorda nella solitudine della sua stanza le promesse mancate del suo amante, che l’hanno resa ridicola agli occhi di tutti. Si disfa dei gioielli donatole dal patron e, benché lui si ripresenti,  lo invita a lasciare la casa. (composizione: javali; lingua: telegu).
SCENA 3. LA PRIGIONIERA
Il canto riprende una poesia Saadi (1184-1291). La protagonista tenta di resistere alla passione ma cede dinanzi al vero Amore, tradendo il suo voto, frutto dell’Ego.
SCENA 4.  LA CONFORME
La storia di Zahhak è tratta dal Libro dei Re di Ferdowsi (935-1020). Zahhak è un re crudele condannato per la sua avidità a vivere con due serpenti sulle spalle. Sharnaz e Arnavaz, conquistate da Zahhak insieme al regno del loro fratello Jamshid, si adeguano a vivere con lui e con i suoi serpenti.
SCENA 5. LA SICURA
In questo brano la Nāyikās Abhisarika, Colei che si prepara all’incontro con l’Amato, lo invita a recarsi insieme nel Giardino d’Amore. Tema ricorrente nella poetica iraniana ed indiana, l’incontro nel Giardino Ideale rappresenta simbolicamente il ritorno della mente allo stato primordiale, ove i dualismi possono congiungersi. La Nāyikās non si preoccupa delle incertezze dell’Amato; se ne fa gioco in un bagno nel fiume Yamuna e lo invita ad ascoltare il canto degli uccelli che invitano, essi stessi, alla loro Unione. (composizione: padam; lingua: hindi).
SCENA 6: LA SUPERIORE
Il dialogo di questa Nāyikās è tratto da un brano classico della tradizione tamil delle cortigiane. L’eroina riceve a casa un’amica che tenta, in ogni modo, di suscitare la sua gelosia e la sua invidia rammentandole i tradimenti del patron. Ella si dimostra però superiore alle maldicenze della sua ospite, rifugiandosi nella certezza della Bhakti.
SCENA 7.  LA SODDISFATTA
Una poesia di Baba Taher (? – 1019), poeta popolare e Sufi di Hamedan, che spiega il senso di appagamento che l’Amore vero può dare, inteso come uno degli stadi dell’ascesi sufi.
EPILOGO:  OGNI UOMO HA UNA RISPOSTA…..

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SCHEDA TECNICA

“SERPENTHA”

AUDIO:

– MIXER 2 ch stereo + 4 mic + 2 aux

– n°1 microfono SM58

– n°1 microfono AKG C1000

– n°2 radiomicrofoni archetto (color carne) Sennheiser con capsula

DPA

– n°2 D.I. BOX attive

– n°1 compressore

– n°1 outboard (riverbero)

– n°2 monitors

– n°2 aste microfoniche lunghe

– n°1 lettore CD professionale

– amplificazione adeguata allo spazio

– caveria sufficiente al cablaggio

LUCI:

– n°1 MIXER 12+12 canali doppio banco, con memorie

– n°12 canali dimmers

– n°12 PC 1000W con ganci, bandiere, porta gelatine

– n° 2 sagomatori, ottiche 36° e 24°, con ganci, coltelli e porta

gelatine

– caveria sufficiente al cablaggio

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